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2026
Affordable: la firma di FIMET sul prodotto

Una maniglia è un dettaglio? Solo in apparenza. In realtà è uno degli oggetti che tocchiamo più spesso e a cui pensiamo meno, fino a quando qualcosa non funziona: una presa incerta, uno sforzo eccessivo, un polso costretto, una superficie che scivola o un meccanismo che dopo pochi mesi perde precisione.

Per FIMET, progettare una maniglia non significa partire dalla forma, ma dal gesto. E progettare in modo affordable non vuol dire semplificare al ribasso, ma arrivare a una sintesi in cui ogni scelta — formale, tecnica e produttiva — contribuisce a rendere quell’esperienza naturale, affidabile e accessibile nel tempo.

Una buona maniglia, in questo senso, è quella che si capisce al primo tocco.

  • Il primo criterio è il comfort.
    La mano deve capire subito dove posarsi e deve sentirsi accolta, non obbligata. Le soluzioni migliori evitano spigoli inutili, lavorano su sezioni arrotondate o leggermente scavate, e accompagnano la chiusura della mano invece di contrastarla. Anche quando il linguaggio è rigoroso o minimale, la presa non può essere un compromesso: è il punto in cui il progetto viene realmente validato.
  • Il secondo criterio è lo sforzo richiesto.
    Una leva ben progettata è spesso più inclusiva di un pomolo perché non chiede una stretta forte né una rotazione marcata del polso: può essere azionata con il palmo, con il pugno e perfino con l’avambraccio. Questo principio, per FIMET, non è solo ergonomia ma qualità percepita: una maniglia che funziona senza sforzo è una maniglia che restituisce valore ogni giorno.
  • Il terzo criterio è la leggibilità.
    Una buona maniglia suggerisce da sola come si usa. Forma, orientamento e zona di presa devono rendere l’interazione immediata. Qui si gioca una differenza sottile ma fondamentale: il minimalismo non deve mai diventare ambiguità. Anche le soluzioni più essenziali devono mantenere una chiarezza d’uso assoluta, mentre quelle più espressive possono guidare il gesto con naturalezza, senza bisogno di spiegazioni.
  • Il quarto criterio riguarda tatto, materiali e finiture.
    La qualità di una maniglia passa dalla mano prima ancora che dallo sguardo. Superfici satinate o leggermente materiche offrono controllo e stabilità, mentre materiali come inox, ottone o bronzo raccontano storie diverse di resistenza, presenza e durata. In FIMET, la scelta del materiale non è mai solo estetica: è sempre una risposta a un contesto d’uso preciso. La coerenza tra forma, materia e funzione è ciò che trasforma un oggetto tecnico in un oggetto credibile.
  • Il quinto criterio è l’inclusione.
    Una maniglia non è pensata per una mano ideale, ma per persone reali: mani piccole e grandi, giovani e anziane, utenti forti e utenti fragili. Progettare in modo human centered significa allargare lo sguardo e considerare queste differenze come parte del progetto, non come eccezioni. Se una maniglia funziona bene anche nei casi più complessi, funzionerà meglio per tutti.
  • Il sesto criterio è la verifica.
    In FIMET il progetto non si ferma al disegno: passa attraverso prototipi, prove reali, osservazione diretta. Bastano pochi test mirati per capire se il gesto è naturale, se la presa è immediata, se nel tempo emergono criticità. Questo approccio rapido e concreto consente di correggere presto, evitando di irrigidire il progetto su soluzioni solo teoricamente corrette.

È proprio su questo insieme di criteri che si costruisce il significato di affordable secondo FIMET. Non come compromesso tra qualità e costo, ma come disciplina progettuale.

Affordable significa concentrare l’intelligenza del progetto dove conta davvero: nella presa, nella stabilità, nella precisione del meccanismo, nella qualità delle finiture, nella durata. Significa avere il controllo della produzione per garantire coerenza, ripetibilità e affidabilità. Significa dialogare con i designer partendo da un principio chiaro: ogni segno, ogni scelta, ogni complessità deve avere un senso reale nell’esperienza d’uso.

Per questo, nella collaborazione con i progettisti, FIMET non cerca semplicemente forme nuove, ma soluzioni capaci di tenere insieme gesto, funzione e produzione. Il progetto viene valutato non solo per ciò che esprime, ma per come si comporta: come si impugna, come si usa, come resiste nel tempo, come si inserisce in una famiglia coerente di prodotti.

In questo senso, una maniglia FIMET non è “affordable” perché costa meno. È affordable perché riesce a portare un livello qualitativo alto, concreto e percepibile all’interno di un sistema produttivo intelligente.

E quando questo accade, il risultato è semplice: un oggetto che funziona bene oggi, e continuerà a farlo anche domani, senza mai doverci pensare.

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